IC FIDENAE

Nella Terra dei Fuochi, con gli occhi di Alessandro

Il Progetto legalità prosegue. Oggi le classi terze hanno incontrato Alessandro, un poliziotto della Criminalpol che ha fatto parte della squadra che per anni ha svolto importanti indagini nella Terra dei fuochi: ci troviamo tra Napoli e Caserta e questa regione è così chiamata per la presenza di rifiuti tossici e di roghi di rifiuti. Una regione lontana solo sulla carta, perché nella realtà i frutti di quella terra finiscono sulla tavola e nei piatti di tutti noi. E per salvaguardare la nostra salute, c’è chi ha perso la vita.

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Nelle parole di due alunni della 3B e in quelle di alcuni insegnanti ecco il racconto di questo incontro.

Il giorno venerdì 9 marzo è venuto nella nostra scuola Alessandro Magno, un poliziotto che ha indagato sulla Terra dei fuochi; lui faceva parte di una squadra speciale (poi chiusa) creata per combattere le organizzazioni criminali che sfruttavano, e sfruttano ancora oggi, questa terra per smaltire illegalmente rifiuti molto dannosi per l’ambiente. […] Attraverso fotografie e filmati, Alessandro ci ha mostrato come sono smaltiti questi veleni: prima vengono scavate delle enormi buche, profonde circa 25-30 metri; lì vengono versati grandi quantità di rifiuti tossici; poi tutto viene ricoperto da uno strato durissimo composto di cemento e calcinacci; infine, il terreno viene ricoperto di terra su cui sono coltivate carote, cavoli, pomodori, ecc. che finiscono nelle nostre tavole. Su queste terre, inoltre, pascolano le bufale: quindi le loro mozzarelle (famose in tutto il mondo) sono avvelenate.

Un’altra cosa che ci ha raccontato è stata la storia del capo della squadra di cui Alessandro ha fatto parte: si tratta del commissario Roberto Mancini, morto 3 anni fa proprio per aver respirato per tanto tempo i fumi tossici che provengono dai terreni su cui stava facendo le sue ispezioni“. G.R.

Alessandro Magno nell’antichità era un condottiero che costruì un grandissimo impero con le sue mani. Oggi, l’Alessandro Magno che ho conosciuto è un poliziotto che vuole invece distruggere con le sue mani i muri che nascondono i segreti della Terra dei fuochi. Sentivo questa emergenza lontana da me, un problema che non mi riguardava e che non mi avrebbe mai toccato. Con Alessandro mi sono ricreduto.

Temevo che questo incontro sarebbe stato noioso e che difficilmente mi avrebbe potuto interessare tanto quanto i precedenti incontri del Progetto legalità. E invece, un’altra volta, mi sono dovuto ricredere“. J.A.

Penso che ancora una volta, in Italia, siano le persone semplici a scriverne la storia, la storia migliore. Immeritatamente abbiamo ancora degli eroi che ogni mattina, malgrado tutto, fanno il loro lavoro con onestà. Lo definirei un miracolo“. Prof.ssa Lorena Rughetti

Ricorderò Alessandro insieme a quella foto in bianco e nero di una pala e di un piccone, unici strumenti in dotazione alla squadra per l’indagine che doveva scoprire i veleni nella Terra dei fuochi. Anche iniziando con così poco si può fare moltissimo“. Prof.ssa Elèna Ponzo

E’ stato un intervento incisivo grazie al profondo coinvolgimento che Alessandro è riuscito a trasmettere. Ammiro la sua capacità di aver trasformato il dolore e forse la rabbia nella speranza di cambiare le cose“. Prof.ssa Paola Di Pirro

Per quanto abbia letto, sentito, saputo per altre vie di questa triste realtà, ascoltare una testimonianza speciale come quella di Alessandro, avvalorata da foto e documenti video, diventa come un tarlo che difficilmente uscirà dalla mente. Inutile dire che il tempo dedicato ai nostri alunni e a noi è stato prezioso e spero che resti strumento di riflessione e azione. Osservare l’assoluto silenzio dei ragazzi fa capire quanto siano stati colpiti dallo spaccato di vita reale che stavano ricevendo“. Prof.ssa Silvana Veller

Il Progetto legalità prosegue. Oggi siamo stati invitati a vedere la Terra dei fuochi con gli occhi speciali di Alessandro, che questa terra ha cercato con molto coraggio di difendere. La prossima volta cercheremo di capire cosa accade in Calabria. Il viaggio continua.

Prof. Claudio Silvestri

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