IC FIDENAE

Giornata mondiale contro la violenza sulle DONNE

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“Non ti uccidono solo una pistola o un coltello, ma anche le sottovalutazioni, l’indifferenza, le connivenze, il menefreghismo, l’omertà, l’inefficienza… Quello che drammaticamente spaventa le donne è non essere credute. Sentirsi sempre causa della violenza, come se ricevere un pugno in pieno viso fosse il risultato di qualcosa che ti ha reso colpevole: ti colpevolizzano gli altri e ti colpevolizzi da sola. La violenza ti fa perdere il senso di te, non hai più identità ma solo tanta paura.” (G. Biondi)

La violenza contro le donne è un fenomeno spesso sommerso, di cui nei contesti educativi si parla poco. Non conosce limiti d’età, di paese, di professione e di classe sociale. Un problema  diffuso, che può causare gravissimi danni  alla salute delle donne e dei minori che assistono.

Quest’anno, nell’ambito del Progetto di Cittadinanza attiva, abbiamo affrontato con le classi terze il tema della discriminazione e della violenza di genere. Abbiamo letto racconti, analizzato video e dati statistici, abbiamo provato a ragionare sugli stereotipi più comuni, a creare consapevolezza sui quei comportamenti e quegli atteggiamenti che connotano una “cultura della sopraffazione”.

Ma soprattutto abbiamo avuto l’opportunità di incontrare  due donne speciali, sopravvissute a lunghe storie violenza, che ci hanno portato le loro testimonianze, estremamente dure ed  umane al tempo stesso: Grazia Biondi, presidente dell’Associazione Manden e coordinatrice di un gruppo di auto mutuo aiuto per le donne e i loro figli vittime di violenza, e Rosaria Gaeta, presidente dell’Associazione culturale e di solidarietà sociale To  Zion Terra Promessa, impegnata in attività di prevenzione e contrasto alla violenza e ai maltrattamenti di genere.

E’ stata una grande occasione che le ragazze e i ragazzi hanno saputo cogliere, seguendo con impegno e con  partecipazione emotiva i racconti di vita di Grazia e di Rosaria. Molte sono state le domande e le riflessioni condivise. Nelle loro parole tutta la nostra gratitudine!

“Aver superato nove e diciannove anni di violenza non è facile, ma voi ne siete uscite vive. Vi ammiro per come avete affrontato tutti questi anni di buio e per come avete saputo ironizzare sulla vostra storia.  Vi ammiro, e anche tanto, perché mi avete fatto capire il tipo di donna che vorrei diventare”. (A.S.)

“Vi vorrei ringraziare per averci insegnato cos’è il vero amore”. (L. S.)

“Ascoltare le loro storie è servito alle femmine per imparare a non subire, ma anche ai maschi per non sbagliare”. (M. L.)

“Abbiamo vissuto un’esperienza che mi porterò dentro tutta la vita. Due donne con un cuore d’oro che ci hanno fatto immedesimare nel loro inferno e nella loro liberazione. C’è da prendere esempio”. (I. T.)

“Siete delle donne meravigliose e forti. Le vostre storie ci hanno toccato. Uomini, come quelli che avete incontrato voi, non possono provare nessun sentimento, non possono definirsi uomini e soprattutto non possono amare”. (V. P.)

“Grazia e Rosaria, due donne che hanno subito una violenza e un’ingiustizia, hanno commosso il cuore degli studenti. Donne coraggiose e simpatiche che ci hanno donato il sapere delle loro storie, ci hanno insegnato il valore della libertà”. (D. G.)

“Vi sono veramente grata per avermi fatto aprire gli occhi e vedere veramente com’è il mondo. Ho capito che per le donne che subiscono violenza reagire non è facile,  ma neanche impossibile: ho cambiato modo di pensare”. (Z. N.)